Rinascita

23.04.2014

C'è una luce soffusa come velata da umori di nebbia che non si è mai addensata, c'è un incipiente tepore che nasce dalla fresca brezza dell'alba ormai matura e un sottile principio di vento. E' Domenica ed è pasqua, qui in questa città dell'Emilia ricca di parchi e di viali silenziosi, sto camminando in silenzio, il respiro e lento e profondo a gustarmi questa suggestione di primavera. Questo verde già lo conosco ma ogni volta è diverso come sento oggi i miei passi e il mio corpo che scivola lento in questo viale ombroso.

 

Sento la fragranza delle gemme ne osservo il delicato schiudersi su rami ancora nudi, carezzo il verde vivo ma delicato delle foglie giovani.Il prato e le margherite sono lì, dove son sempre stati ma hanno un afrore diverso, un richiamo fiabesco di tempo sospeso e di una panchina in attesa. Lascio il viale, mi siedo all'ombra di un giovane albero e resto in ascolto. Una voce risuona in lingua slava, dentro un telefono per alcuni minuti, poi ammutolisce, una pausa, quindi riprende alla fine, esausta o appagata va via. Sono solo con il mio respiro, in fondo al prato un uomo e una bimba avanzano a piccoli passi ma sono ancora lontani. 

Giro lo sguardo intorno e vedo un albero a tre tronchi, lisci e al contempo nodosi, sembrano muscoli pronti a guizzare ma trattenuti da radici possenti, si torcono a spirale sulla loro stessa forma s'intrecciano per poi espandersi generando altri tronchi più piccoli e poi rami e ancora decine di braccia che si allungano in alto verso la luce.

Mi muovo incontro a quel groviglio di legni e appoggio le mani sui tronchi, resto in ascolto, pochi secondi sento l'energia che scorre, mi attraversa le mani, le braccia mi vibra nel corpo e si scarica a terra attraverso i miei piedi, poi mi accorgo che il flusso è cambiato sale dei piedi, riattraversa il mio corpo e attraverso le braccia ritorna nel tronco. Vibriamo all'unisono, il corpo e il tronco sono la stessa cosa, non so quanto tempo è trascorso, perché qui esso è un inganno svelato, dopo alcuni minuti interrompo il contatto, stacco le mani perché il flusso accelera forte, provocando vertigini. 

La velocità è legata al respiro, più questo è lento e profondo più potente è l'ebrezza. E' il dialogo con l'anima della natura, dietro l'apparenza della forma esteriore si cela un'entità intelligente. L'idea, il simbolo, prende forma, si aggrega in atomi seguendo il programma, l'imput dello spirito di quell'idea. Gli alberi hanno il loro spirito, così come il vento che scorre tre i rami. "Spiriti" che, in sinergia, generano la manifestazione, tutti gli aspetti diversi di un'unica origine, l'idea che, attraverso di essi, trasforma se stessa in divenire.Ecco quindi cosa sono gli spiriti e gli angeli, intermediari del se, perché diventi esperienza di vita. 

L'uomo può entrare in contatto con gli spiriti e gli angeli e cogliere l'essenza delle cose che rendono manifeste. Può entrare in risonanza con ciò che appare e determinarne l'unione. Se diviene, lo spirito dell'albero può farlo fiorire, se lo spirito del vento può farlo spirare, se quello dell'acqua può farla piovere.

Prima ero consapevole di questo ma stamane ho compreso, seduto nel silenzio di una domenica speciale, osservando l'albero dei tre tronchi, le sue foglie, di un verde splendente, che frullano al vento. La sintesi tra il Cielo e la Terra accadde per intercessione del Cuore il grande mediatore Verde, sarà un caso? Da stamani non lo è più, almeno per me.