Oltre il Testimone

Ieri ho guardato una candela ed il fumo di un incenso gli passava davanti. L'Osservatore l'ho sempre pensato con la Mentalità dell'Io... e non ne capivo il senso! Quella fiamma al Centro è l'Osservatore... le personalità o l'anima, come si voglia chiamare, sono infinite proiezioni multidirezionali dall'interno all'esterno... punti di osservazione... quel che siamo noi... osservatori di un gioco e compartecipi consapevoli o inconsapevoli. Immergersi nell'Esistenza significa avere la visione d'insieme e trascendere la visione egoica. Più si va dentro, più ci si immerge nel pozzo e più si arriva alla Fonte. La Meditazione è un dissetarsi e fondersi col Tutto. Quando sono in camera mia e piango per la mia disperazione e senso di abbandono all'Esistenza... tutto scompare... anche il mio ego... divento vulnerabile e mi lascio totalmente in mano del destino. Piangere è la meditazione più potente e per me è facilissimo perché non so nulla e non ho idea di dove e perché andare... e perché so di dover andare più a fondo. Spesso non mi riconosco in questo corpo o nella mente... solo nel sentire, nel meditare, nella presenza so di esserci da qualche parte... ma non qui non in questo corpo.... Il fatto che possa sentire o parlare non significa che mi ci identifichi.... Sarebbe come se il musicista credesse di essere il violino... io sono il violino sto suonando! ... è un inganno... il musicista suona ed ascolta... non esiste alcuna registrazione.... Ogni sinfonia è irripetibile e non tornerà mai più... ma il musicista e la sua abilità... la coscienza son lì senza tempo e spazio.Marpa

Gli indù direbbero che Brahman si manifesta attraverso le sue ombre, il fumo, l'incenso che nasce dal turibolo acceso, c'è un fuoco da qualche parte che produce l'effetto del fumo, ecco normalmente si scambia il fumo per il fuoco. Il motivo è sempre lo stesso, più volte ridetto, fare l'esperienza vuol dire identificarsi con il fumo o l'incenso e veleggiare per l'aria creando movimento, tempo e spazio, ma questa esperienza è solo il riflesso del fuoco che la sta provocando. Quando creiamo il testimone, noi osserviamo il fenomeno come creato da noi e noi stessi come fenomeno creato. Poi andando più a fondo, come dici, scompare anche il testimone e ciò che crea e ciò che è creato diventano tutt'uno, allora sei oltre Brahman e oltre le sua manifestazione, per un motivo molto semplice ma imperscrutabile, sei tu stesso Brahman. Sono frazioni di secondo in cui questa sensazione si affaccia durante le meditazioni più intense, catartiche, nell'abbandono totale del pianto, nell'affondare nella totale assenza del fare, sprofondando in un nulla che spaventa ed esalta al contempo. E' una dimensione in cui la morte e la vita non sono diverse, diventano la continuità di un fenomeno di un esperimento che tu stesso metti in moto, sembra che si debba morire in realtà si sceglie di morire, come si sceglie di vivere, un intervallo infinitesimale di una continuità senza inizio o fine senza forme o confini. Il fare, l'agire, senza intenzione, ti porta verso questa dimensione totale, se sei in estasi se sei nell'orgasmo e nella beatitudine ti godi totalmente e profondamente tutto ciò che accade nella vita compresa la morte, che diventa una trasformazione, un ulteriore catarsi liberatoria. Sentirsi nel meditare significa essere fuori, dentro e oltre il corpo la mente e l'ego, quella cosa che è insieme tutto questo è anche oltre questo. L'unica realtà vera in quel momento è come ti senti non quello che senti e spesso questo sentire si indentifica nell'estasi, nella beatitudine, in un vertiginoso vuoto orgasmico.Premartha

La verità può cambiare di termini ma il concetto è il medesimo
CREDO CHE CERTE COSE NON SIANO DELLA MENTE MA DELLA COSCIENZA CHE ATTINGE DAL POZZO PER COMUNICARE LA VIA TRAMITE LE PAROLE LE PAROLE SON MEDIATE DALLA MENTE E DALLA COSCIENZA SE MEDITI ABBATTI UNA E TROVI L'ALTRA E' UN PARLARE DIVERSO
Marpa

Infatti quando si usano le parole per descrivere stati interiori, per chi legge, se non è in contatto energetico con chi scrive, è come osservare un foglio con dei segni assolutamente incomprensibili, anche le parole e gli scritti hanno una loro controparte nascosta, Osho stesso esortava ad ascoltare le pause tra le parole dei sui discorsi e usava queste ultime come riflesso di una dimensione del sentire molto più profonda e sottile. Questo accade tra di noi quando ci scriviamo, lo scritto sgorga da una dimensione che non è la mente, questo mi capita anche quando scrivo i resoconti dei nostri incontri di gruppo, devo uscire dalla mente se voglio trasmettere il senso di quello che abbiamo fatto, altrimenti diventa solo una cronaca di eventi temporali.

Premartha


ANCHE Perché TUTTE LE PAROLE E LE FRASI NON CI APPARTENGONOSON DUE POZZI LE FONTI... NOI SIAMO GLI STRUMENTIL'EGO SI APPROPRIA DELL'ACQUA... MA L'ACQUA HA ORIGINE DALLA SORGENTELA PAROLA e' SCRITTURA. L'ARTE è LATIHAN 
Marpa