Equilibrio degli Opposti

"Non avrei mai immaginato di provare sensazioni così intense e inedite"; "Esperienza indimenticabile ed estatica"; "Perfetta sintonia con il partner anche se in alcuni punti facevo fatica a collegarmi"; Come prima esperienza devo dire che ho provato sensazioni nuove alcune piacevoli altre un po' meno ma tutto è stato molto interessante".

Questo e tanto altro è emerso nella lunga e intensa condivisione al termina di una serata di Workshop di Tantra tra le più performanti.

Il numero dispari di partecipanti e la prevalenza di donne, mi suggerisce una variazione strategica per la meditazione tantrica "Comunione dei Chakra". Decido per un'inedita esecuzione a tre, due partner femminili e uno maschile. Per una coppia di partner dello stesso sesso e solo una coppia polarizzata.

La "Comunione dei Chakra" è una creazione personale maturata nella pluridecennale esperienza di conduzione di gruppi. Si basa prevalentemente sul respiro che attiva lo scambio energetico chakra per chakra da un partner all'altro, dal primo fino al sesto. I centri dispari sono gestiti dal partner maschile e quelli pari dal partner femminile.

L'esperienza del trio risulta subito interessante ed estremamente intensa. L' elemento maschile si interfaccia con due elementi femminili e invia, con il soffio del respiro, la propria energia a due scale di chakra, ricevendo in cambio un doppio flusso energetico. Dopo l'esperienza lui descrive una forte saturazione di energia nei propri chakra più esattamente la definisce una vera e propria "ubriacatura", che ha allo stesso tempo compensa il doppio impegno profuso nel donare la propria. Nei volti e nel movimento dei corpi si intuiva la difficoltà o la totalità con cui i chakra si connettevano tra loro. Le conferme arrivano puntuali nella condivisione. Il due primi chakra femminili risultavano chiusi allo scambio e quindi inaccessibili a quello maschile. Il secondo, il terzo ma soprattutto il quarto hanno lasciato ampio spazio allo scambio creando interazioni e sensazioni emotivamente molto forti. Per il sesto ho introdotto una variante, il tocco delle mani tra i partner per creare un collegamento fisico diretto, l'effetto conseguente è stata la creazione di un robusto cerchio energetico che collegava tutti e tre. Il respiro che doveva essere indirizzato dall'elemento femminile verso quello maschile si è invece trasformato in una fusione di respiri, energie e corpi che ha provocato in una delle due partner un effetto definito "come uno sblocco" inizialmente doloroso ma subito sciolto attraverso le lagrime in un gradevolissimo sollievo. L'altra invece conferma il cerchio forte che li univa, in più li si è aperto uno spiraglio luminoso ricco di immagine colorate e oniriche.

La coppia femminile racconta un'esperienza che risulta la più potente di tutti. Lo scambio di flussi e di respiro è stato per tutta la durata della meditazione sempre molto intenso e completo senza ostacoli di sorta, supportato dal movimento armonioso dei corpi e della braccia. Momento catartico del sesto chakra la fusione totale, definita da entrambe "estatica" perché "i loro corpi non esistevano più". Non è raro che una coppia tutta al femminile raggiunga questa performance, c'è nelle donna un'intrinseca capacità di interscambio, tra le proprie parti femminile e maschile e successiva naturale interazione con quelle di segno opposto dell'altra partner. Uno scambio polarizzato con quattro protagonisti. Da favola…

Per l'unica coppia polarizzata, stessa difficoltà per quanto riguarda il primo chakra, lui inviava il flusso ma lei non si apriva a riceverlo; bene invece tutti gli altri centri soprattutto il Cuore, sintonia perfetta e apertura totale. Per il sesto anche qui chiusura del circolo con il tocco della mani a sigillare un'esperienza definita molto bella ed appagante per entrambi.

Prima di affrontare questa lunga, impegnativa e potente meditazione, una sessione di riscaldamento "Guidarsi a vicenda" meglio conosciuta come L'uomo guida la donna, la donna guida l'uomo, ognuno va da se". La ragazza che l'ha eseguita con il suo compagno l'ha definita, usando un neologismo bizzarro ma molto efficace, "dipendenziometro", con il quale ha misurato il grado di emancipazione nei confronti del partner, entrambi due caratteri forti e portati istintivamente a guidare e dominare. L'hanno trovata entrambi molto interessante e utile per la dinamica di coppia, la sperimenteranno anche in privato. Le altre coppie si sono misurate con i rispettivi limiti nel guidare o essere guidati a specchio con l'attuale capacità di gestire, nella vita di tutti i giorni, il rapporto con l'altro e la realtà esterna. La terza fase, quella del "ognuno va per se" è stata divertente, a tratti esilarante, una delle coppie, ancora una volta due donne, ha dato vita ad una danza armonica, fluida, tribale. Che viene definita dagli "addetti ai lavori" la danza di Shiva e Shakti.

Ho iniziato dalla fine per arrivare al principio, in coerenza con il tema di questa serata.