Il gioco della proiezioni

08.07.2012

Sono in silenzio, il non dover parlare mi da un senso di liberazione, e ne approfitto per godermelo mentre osservo gli altri e tutto quello che mi circonda come se fosse la prima volta. 
Le immagini che mi arrivano sembrano avere un'altra luce, i colori sono più vivaci. Non c'è sensazione di disagio o voglia di ridere per la buffa situazione, ma un senso di pace e di rilassamento totali. La giornata è splendida come la temperatura mite. Il sole splende e rende questo momento magico e fuori dal tempo. Da poco ho terminato di pranzare. Prima mi sono cimentato in una sessione durissima, lavorando sulle proiezioni. Sto bevendo una tisana al finocchio e sono seduto su una panca con il sole in faccia e scrivo alcune riflessioni su questa esperienza :

  • La proiezione è una necessità per potermi relazionare e per farlo uso la maschera e l'ego.
  • Durante la sessione ad un certo punto ho l'impressione che io stia parlando di me anche se non ricordo le parole precise.
  • In un altro momento ho la sensazione che la partner stia dicendo qualcosa che riguarda lei, sono flash, è come se stessi assistendo a quello che sto dicendo, un testimone di me stesso.
  • Non mancano momenti duri durante i quali mi sento, "scoperto", svelato. In particolare alcuni giudizi mi "pungono sul vivo" perché diretti e dettagliati. La sensazione di fastidio scompare non appena torno su di me e sul mio respiro.
  • Tutte quelle con le quali mi sono già confrontato le sento più vicine a me e ho voglia di abbracciarle, soprattutto chi ha espresso su di me i giudizi più duri.
  • Mi rendo conto di quanto falso e prevedibile sia il mio atteggiamento nella vita di tutti i giorni e nelle relazioni con gli altri.
  • Noto che mi rimangono impressi di più i giudizi negativt e poco quelli positivi.
  • Nel dare giudizi mi sento in profondo imbarazzo, soprattutto nell'esprimere quelli negativi, al contrario mi risulta gradevole e rilassante esprimere quelli positivi.
  • Nella prima fase i giudizi sono buttati lì a casaccio o presi in prestito da quelli che ascolto, e provo tensione in tutto il corpo. Dopo la metà dell'esercizio assumo una postura più rilassata e fluida, collegata al respiro, questo mi consente di esprimermi d'intuito, senza pensare. Allora diventa decisamente piacevole esprimere giudizi sia negativi che positivi.
  • Verso chi non conosco trovo più duro e faticoso esprimere giudizi, sono bloccato, non riesco a dir nulla, in altri casi ho timore ad esprimerli per timore di offendere. Al contrario esprimerli a una persona conosciuta e con la quale sono in confidenza ha un effetto meno cruento.
  • L'esecuzione del Gibberish lava tutte le sensazioni, i pensieri, le parole e i suoni, pronunciati durante la sessione, svuota la mente e suscita una sensazione di ritrovata armonia. La parte bassa del corpo si radica e si riempie, mi "siedo dentro di me", e questa condizione mi rimanda un senso grande potenzialità.
  • Durante il pranzo provo ancora irritazione e conflittualità con chi mi aveva "colpito duro" e mi scopro a ricercare, per ripicca, i suoi difetti. Dopo qualche istante, però mi riporto nella pancia e nel respiro e allora mi risulta gradevole e sento di volergli un gran bene.